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L’incidenza delle patologie cardio circolatorie: chi è più a rischio?

Patologie cardiovascolari

In questo articolo

In occasione del mese della prevenzione cardiovascolare, abbiamo fatto qualche domanda al dott. Franco Pambianco, cardiologo presso Centro Medico Ponticello.

Il dott. Pambianco opera da quasi 40 anni nel campo della diagnosi e della cura delle patologie cardiovascolari e il suo punto di vista rappresenta una vera e propria fotografia panoramica della casistica di questi disturbi sul territorio.

Nel breve video qui sotto proponiamo un estratto dell’intervista:

Il video dell'intervista

A tu per tu col dott. Franco Pambianco

Quali sono le patologie a più alta incidenza?

Le malattie cardiocircolatorie rappresentano la prima causa di mortalità  nelle società  industrializzate e l’Italia non fa eccezione.

Abbiamo un’incidenza molto elevata di queste malattie. Pensate che soltanto per l’infarto miocardico abbiamo circa 250.000 infarti annui e di questi circa 25.000 non arrivano alle strutture ospedaliere perché muoiono nel luogo dove hanno l’evento.

A seguire c’è lo scompenso cardiaco, che ha un’incidenza molto elevata, seguito dall’ictus cerebrovascolare, dall’insufficienza renale e dall’ipertensione arteriosa, altre espressioni molto incidenti di patologie cardio circolatorie.

Di questo, ripeto, i numeri sono molto elevati: se pensiamo che ogni anno abbiamo 1.000.000 e mezzo di incidenza di ricoveri ospedalieri connessi a scompenso cardiaco e circa 7 milioni mezzo di italiani sono ogni anno coinvolti in questo tipo di malattia, direi che stiamo parlando di fenomeni estremamente diffusi nella popolazione.

Quand’è che bisogna cominciare a preoccuparsi? Quali sono i sintomi di queste patologie?

I sintomi delle patologie più comuni di questa malattia sono abbastanza vari. Dobbiamo sempre considerare che tutto ciò che comincia a cambiare la nostra soggettività  deve essere sempre riportata a un medico, meglio se al medico curante.

Successivamente quest’ultimo destinerà  infatti il paziente agli specialisti legati allo specifico tipo di disturbo.

E’ chiaro che un dolore al petto, un affanno che improvvisamente compare o prestazioni fisiche che non sono più come abitualmente il paziente conosce, sono tutti segni importanti che egli deve cogliere e quindi esprimerli al proprio medico curante che poi, ripeto, deciderà  dove destinare il paziente e a che tipo di percorso diagnostico assegnarlo.

Quali sono le categorie più a rischio?

Questa è una domanda molto complessa, perché noi medici ragioniamo in termini di probabilità  di malattia nei soggetti. Le categorie a rischio sono quindi per noi i pazienti che hanno probabilità di esprimere la malattia cardiovascolare in maniera più alta rispetto alla popolazione normale.

E’ ovvio che i pazienti che hanno familiarità  sono pazienti che hanno un rischio molto alto di sviluppare malattia e per questo li posizioniamo al primo posto.

Seguono i pazienti di sesso maschile che sono in giovane età  tra la quarta e la quinta decade di vita.

Le donne in menopausa sono soggetti a rischio molto più degli uomini a parità di età, per cui diciamo che il rischio di questi soggetti varia in base alle loro caratteristiche individuali.

Poi, ovviamente, le abitudini voluttuarie come il fumo di sigaretta, gli abusi di alcolici, le diete ipercaloriche e squilibrate sono tutti fattori che condizionano l’esordio di queste malattie. E’ infatti dimostrato che questi soggetti intercettano le malattie cardiovascolari in età  troppo precoce rispetto a quanto atteso dalla statistica.

Quanto incide lo stress sull’esordio di queste patologie?

Oggi noi viviamo in una società estremamente veloce, dove lo stress è molto comune e in grado di impattare la salute delle persone in maniera molto importante.

Incontrando tanti pazienti, mi rendo conto quanto lo stress sia presente nella vita di tutti più o meno capillarmente sotto forma sia di stress lavorativo sia di stress familiare. Non ci sono dubbi che questo fattore incida sulle malattie cardiovascolari condizionandone esordio e prognosi.

Quali sono gli esami più efficaci in ottica preventiva?

I più comuni sono senza dubbio gli esami di screening di primo livello come ad esempio l’elettrocardiogramma.

Per avere davvero senso, però, tutto deve sempre partire dall’intervista al paziente. Noi dobbiamo sempre finalizzare il percorso in base a quella che è la sua espressione sintomatologica.

Si deve partire sempre dall’intervista del paziente, perché già  da una buona intervista, da una buona raccolta anamnestica, noi possiamo già preparare un percorso chiaro, lineare e mirato, senza disperdere esami, magari a volte inutili. Dobbiamo poter arrivare rapidamente alla diagnosi e alla definizione del percorso terapeutico in modo da evitare ulteriore stress e aggredire tempestivamente l’eventuale patologia riscontrata.

Quali sono gli esami e le prestazioni erogate da Centro Medico Ponticello?

A Centro Medico Ponticello siamo in grado di erogare molti degli esami fondamentali per questi pazienti. Facciamo praticamente tutti gli esami di diagnostica non invasiva che sono necessari allo scopo. E’ tuttavia molto importante, come detto, preparare il percorso corretto al nostro paziente.

Abbiamo la fortuna di poter assegnare la diagnostica di secondo livello direttamente in città e in strutture di alta specializzazione come l’Ospedale del Cuore, dove operano medici dalle incredibili capacità e rinomati in tutto il mondo.

Possiamo quindi  tranquillamente avviare i pazienti alla diagnostica specifica e alla terapia di queste malattie finalizzate al successo per il paziente.

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